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The NO-CHEAP BOSS

The NO-CHEAP BOSS

Parlaci un po’ di te: chi sei, cosa fai, come ti definiresti?

    Sono il Boss qui, ma dietro le quinte sono sempre Matteo Scalise.

    Ho ideato il progetto di No-cheap e fondato la Not For All srl, la starup innovativa a cui fa capo questo sito.

    Mi definisco un sognatore, sia per quello che faccio che per come lo faccio.

     

    Raccontaci la tua storia: com’è stato diventare chi sei oggi, e qual è stata la tua più grande sfida per diventarlo?

    Parliamo dell'essere il No-cheap Boss? Beh, divertente, stimolante e soprattutto un nuovo inizio!

    Invece il percorso è stato sicuramente un po’ complicato e soprattutto un eterna lotta con la zona di comfort, anche perché ho avuto sempre tantissime credenze limitanti.

    La più grande sfida è stata la mia timidezza che è praticamente il peggior nemico del No-cheap Boss, ma ho trovato la forza di combatterla nell’ambizione dei miei obiettivi.

     

    Cosa ti ha spinto a non mollare? Una persona? Un’ambizione? Una motivazione particolare?

    Credo siano state più motivazioni e vicende insieme… Sicuramente il sentirmi inadeguato, ad una routine standard ed anche la voglia di non sprecare le mie ambizioni, ha fatto il suo.

    Un’altra spinta importante l’ho avuta quando ho perso papà, non è riuscito ad arrivare alla pensione e lì ho capito che non si può rimandare la vita al futuro, ma che ogni giorno è già il momento giusto per vivere.

    Così le mie scelte si basano sul valutare quanto mi costano in termine di tempo e vivibilità, rispetto magari ad un compenso economico con un corrispettivo in limitazione di libertà.

     

    Hai dovuto affrontare altre situazioni difficili o fare rinunce importanti per raggiungere il successo che godi oggi?

    Parlare di successo è prematuro, però posso dire che tutto il mio percorso è stato difficile e pieno di rinunce, ma sicuramente fa parte del gioco.

    Mi ricordo una citazione di Randy Pausch che ho scolpita nella mente da tantissimi anni:
    "Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri.“

    Tenendo a mente questo, le "rinunce" le ho sempre valutate come investimenti per il futuro, che poi spesso le valutiamo noi come rinunce, ma semplicemente sono priorità sbagliate a cui davamo peso.

     

    Qual è stato il rischio più grande che hai preso nella tua carriera e cosa hai imparato da esso?

    Beh, sono uno che fa All-In praticamente in tutto quello che crede.

    Forse uno tra i rischi più grandi è stato il mio salto nel mondo dell'imprenditoria con l'avvio del Gecko Lounge Bar a 22 anni.

    Mi sono indebitato per avviare il tutto e lanciato nel mondo imprenditoriale, posso dire che dopo 5 anni di attività, quell'esperienza è stata la mia Università nel campo dell'imprenditoria.

    Oggi senza quella "follia" non sarei dove sono e neanche la persona che sono.

     

      Puoi raccontarci un momento memorabile della tua carriera che non dimenticherai mai?

      Sicuramente l'inaugurazione del mio primo locale, quando tutto quello che hai preparato sta per esser messo sotto esame.

      Per mesi lavori su tutti i preparativi, le scartoffie, la formazione, la scelta locali, restrutturazione, attrezzature, ricerca staff e fornitori, preparare le forniture e seguire i lavori mentre si testa il tutto.

      Il momento più emozionante (e stressante) è quello dell'apertura, del lancio, dell'esame finale.

       

      Puoi parlarci di traguardi personali o professionali di cui sei particolarmente orgoglioso?

      Ci son stati momenti della vita in cui ho sentito di aver raggiunto traguardi eccezionali, magari guardandoli oggi mi sembrano semplici passi e non traguardi eccezionali, ma in quel momento erano davvero degli obiettivi enormi.

      Posso dire che son stato fiero di tanti momenti nella vita professionale.

      Ad esempio quando ho praticamente preso il mercoledì sera (che nella zona era un giorno totalmente inesistente) e l'ho trasformato nel Geckoledì, una serata talmente funzionante che ancora oggi in tutta la zona si festeggia il mercoledì e non più il martedì (che era il giorno forte prima del mio avvento).

      Un altro traguardo è stato riuscire ad aprire una società a Miami per un nuovo progetto internazionale, purtroppo è immediatamente arrivato il covid e ci ha tagliato le gambe ancor prima di poter partire seriamente.

      Altro traguardo bellissimo è stato esser chiamato a tener lezione sul marketing all'Università Bicocca di Milano per il corso di Scienze psicosociali della Comunicazione, ancor più bello è stato il chiedermi di tenere un'altra lezione di aggiornamento l'anno successivo e poi anche altre 2 lezioni.

       

        Qual è stata la cosa che ti ha fatto capire che ce l’avevi fatta? Un aneddoto, un acquisto particolare, un viaggio?

        Ad oggi non credo di avercela fatta, ma ogni volta che son riuscito a fare un salto di qualità ho pensato "Wow, ce la sto facendo!".

        Non credo che riuscirò mai a sentirmi "Arrivato", sposto sempre l'asticella più in alto (purtroppo), ma mi godo sempre il viaggio perchè credo che quando si arriva, è finito il divertimento.

         

        Cosa vedi come il futuro del Luxury Made in Italy e come pensi di inserirti in quel futuro?

         Vedo molto positivo il futuro del Lusso, ancor di più Made in Italy, anche perchè non avrei fatto All-In se non lo pensassi.

        L'obiettivo è quello di creare sempre, e solamente, produzioni limitate ed artigianali in Moda e Design, certificando il tutto e esportando nel mondo solo il meglio dei nostri talenti.

        Con No-cheap voglio creare i prodotti della migliore qualità possibile, prettamente Made in Italy e senza scendere ad alcun compromesso.

        Il progetto a cui fa capo No-cheap, invece, è la startup innovativa Not For All srl che sviluppa le certificazioni di produzione attraverso un sistema proprietario che stiamo brevettando, così da creare prodotti incontraffabili tramite blockchain ed i nostri particolari chip contactless.

         

        Come continui a spingere i confini e portare la tua carriera a nuovi livelli?

        È tutto un divenire, un evolversi ed un percorso che punta all'orizzonte.

        Avanzando, l'orizzonte avanza con te e quindi è naturale che tutto sale di livello.

        La motivazione invece me la dà il guardare anche il passato e vedere che oggi parlo con i personaggi che ieri consideravo irraggiungibili, mi motiva sentirmi a mio agio in ambienti sempre più esclusivi.

        Ogni giorno l'asticella è più alta, viene naturale.

         

        Qual è il tuo obiettivo finale nella tua carriera e cosa speri di ottenere a lungo termine?

        L'obiettivo (che posso darmi in questo momento) è quello di riuscire a creare il riferimento per il Lusso Made in Italy nel mondo.

        Voglio che sia proprio No-cheap a diventare l'obiettivo per i migliori talenti italiani che vogliono portare il lustro italiano nel mondo.

        Not For All invece vorrei diventasse l'obiettivo finale per le aziende che vogliono certificare le loro creazioni più importanti.

        Sperare, inveve, non è quello che faccio... sono più per il "faccio per raggiungere", ma comunque punto anche a creare una enorme community di No-cheapers che vogliono supportare tutto questo universo che stiamo creando.

         

         

        Che consiglio daresti agli aspiranti imprenditori che stanno cercando di farcela in questo settore?

        Ci sarebbero migliaia di cose da suggerire, ma sicuramente uno dei miei mantra è: "Non ascoltare il consiglio da chi non ha fatto quello che vuoi fare e non vive la vita che vorresti vivere".

        È un consiglio importantissimo, perchè spesso dobbiamo mettere da parte anche i suggerimenti di persone a cui vogliamo bene, ma è necessario farlo.

         

        Puoi guidarci attraverso il tuo processo creativo e come ti avvicini a un nuovo progetto?

        Non dico che ci cado dentro, ma spesso mi capita prima di innamorarmi della visione e successivamente studiare tutto il settore per capire come risolvere i punti critici con un metodo unico.

        Quindi a volte è proprio il problema che mi porta a ricercare la soluzione e poi mi innamoro della situazione che si verrebbe a creare con l'applicazione della mia "soluzione".

        Se dovessi riassumere un processo, probabilmente sarebbe cosi:
        Faccio qualcosa - Noto un problema (abbastanza grave) - Penso come risolverei - Studio il mercato - Calcolo cosa serve per creare la soluzione - Faccio un prototipo e provo a validarlo - Cerco compagni di viaggio - Andiamo a prenderci tutto.

         

        Descrivici una tua giornata tipo.

        Questa è bella.

        Ne avevo parlato in passato su Facebook e mi viene facile riportarla:

        - Sveglia tra le 9:30 e le 10:30 (così a sentimento in base all'orario in cui vado a dormire)
        - Verso le 12 vado in palestra (oppure mi rilasso, passeggio nel quartiere, o sbrigo cose in giro)
        - Pranzo verso le 14, se mi ricordo, o alle 15 o 13 (se ho fame...)
        - Verso le 15-16 esco per farmi una passeggiata, giro in zona, mi godo le ore di luce e le belle giornate... mi siedo da qualche parte con le cuffie e mi faccio ispirare (magari faccio qualcosa sui social o sento persone).
        - Verso le 17 compro qualcosa al supermercato e torno a casa.
        - Ore 18 (o al tramonto in base alla stagione) mi metto al pc ed inizio a fare il mio... sistemo il sito, implemento cose, sistemo materiali ed automazioni, cerco contatti, PR, parlo coi soci, con i fornitori, staff ecc.
        - ore 21 ceno, ordino qualcosa, cucino qualcosa... boh... mi guardo una serie
        - ore 22 torno operativo sul lavoro
        - ore 23 o esco e vado ad eventi, feste, party o quel che serve per le pubbliche relazioni del brand o magari continuo a lavorare fino alle 2 di notte (non mi dispiace mica) oppure boh, gioco al pc o la qualunque.
        - ore 2 il telefono mi dice di andare a dormire... sforo di un'oretta sempre e poi vado a letto, o mi metto a leggere o boh
        Questa è la mia giornata tipo (che poi c'è poco di routine e molto di improvvisato).

        Come vivi il rapporto con i soldi?

        Non vedo nulla di male nei soldi.

        Sono lo strumento più importante nella società moderna!

        Nessun pensiero negativo sul denaro, ma si deve capire che deve essere uno strumento nelle nostre mani e non una catena che ci costringe a schiavizzarci per andare avanti.

        "I soldi non fanno la felicità"? Beh, l'assenza sicuramente crea stress, ingabbia e non rende liberi.

        Non significa che avere soldi ti fa essere felice, ma non significa neanche che non facciano la differenza.

        Come li usiamo, però, fa una differenza abissale nella nostra vita ed anche in quella degli altri.

        I soldi sono un moltiplicatore, amplificano la persona che siamo.

        Una brava persona, generosa e proattiva, con il denaro può aiutare molto di più di quanto potrebbe fare se non lo avesse.

        Allo stesso modo, un imbroglione con un sacco di soldi può fare ancora più danni ed imbrogli, ma non è il denaro in se a rendere una persona migliore o peggiore.

         

        Qual è il tuo rapporto con i social e come influiscono sulla tua vita e carriera?

        I social sono importantissimi, che piaccia o no.

        Oggi sono irrinunciabili se si vuol creare qualcosa di importante, perchè volente o nolente, si deve raggiungere un pubblico ed i social sono gli strumenti di oggi.

        Influscono anche tanto nella vita, oggi praticamente non si esiste se non si è presenti sui social, ma è anche qui la libertà di poter sparire in ogni momento semplicemente poggiando lo smartphone e non pubblicando nulla.

        Nei miei progetti sono importantissimi, servono a comunicare con le persone, a promuovere la visione, ricevere feedback e creare il significato del messaggio che vogliamo dare.

         

        Come mantieni un equilibrio tra lavoro e vita privata, viste le esigenze della tua carriera?

        Facile per me mantenere questo equilibrio perchè non sento bisogno di esser presente socialmente, sto benissimo da solo.

        Quando c'è da lavorare, uscire e portare in giro i miei progetti, trovo l'energia per farlo grazie alla passione che ci metto ed al fatto che i miei progetti hanno come fine la vita che desidero e non il voler fare morbosamente soldi.

        Quando voglio staccare semplicemente stacco dal telefono e sparisco, è praticamente un interruttore ON-OFF.

         

        Hai mai ricevuto critiche e feedback negativi nella tua carriera? Come li vivi e li affronti?

        Tonnellate su tonnellate, spesso impacchettate come "consigli".

        Di base, la regola di prima è importantissima per queste situazioni.

        Se la persona che mi sta dicendo la sua non è una persona che stimo, o che fa la vita che vorrei fare, allora neanche ascolto il messaggio che mi sta dando, molto più probabile che stia inserendo il consiglio nelle "cose da non fare".

        Se invece il feedback mi viene dato da una persona che reputo autorevole nel settore, che ha fatto quello che voglio far io e che ha raggiunto gli obiettivi che per me valgono, allora cerco di contestualizzare la sua situazione e di imparare la lezione al meglio.

         

        Cosa pensi ti distingua dagli altri imprenditori?

        Non saprei, non credo che si possa categorizzare una persona in base alla carriera o alla categoria lavorativa.

        Son diverso dagli altri imprenditori come sono diverso dalle altre persone.

        Son proprio tanto diverso per altre mille combinazioni personali, spero solamente che siano quelle giuste per raggiungere i miei obiettivi.

         

        Quale messaggio speri di trasmettere attraverso il tuo lavoro e quale impatto speri di avere sul tuo pubblico?

        Spero di riuscire ad "ispirare" altri ragazzi, che partono da una situazione simile alla mia, a voler fare le cose eccezionali che hanno in mente.

        Voglio che i miei traguardi possano far la differenza in positivo nella vita delle persone che mi stanno attorno.

        È tutto improntato su un impatto positivo, un creare meritocrazia, un raggiungere vette incredibili e corrispondere le giuste ricompense a chi si impegna tanto, ai talenti ed a chi fa ogni giorno la differenza.

         

        Qual è la persona che ti è stata più vicina in tutto questo tempo, il pilastro che ti ha aiutato ad andare avanti?

        MAMMA.

        Non ci sono dubbi su questo.

        Dal primo momento è stata lei il mio esempio, ho ricordi lucidi della signora Lorena in carriera, in ufficio e nella sua vita.

        Per questo ho sempre chiesto parere, supporto e motivazione a mia madre.

        Col tempo ho sicuramente iniziato a chiedere pareri un po' diversi, perchè le mie ambizioni sono diverse ed ho obiettivi diversi, ma senza questa forte presenza non sarei dove son oggi e sicuramente non avrei intrapreso questa vita e carriera.

        Grazie mamma.

         

        Quali sono i tuoi hobby, passioni ed interessi al di fuori della tua carriera? Come li coltivi?

        La passione più grande che ho sempre avuto è stata quella per le moto, tatuata anche sulla pelle.

        Oggi è quasi completamente messa da parte, ma è come il fuoco sotto la cenere.. sto solo aspettando il momento migliore per riprendere, anche se non a livello che volevo in passato (che oggi però non desidero).

        In ogni caso, ogni interesse che ho, semplicemente lo coltivo quando ho desiderio, niente di programmato.

        Credo che l'altra passione naturale è quella verso l'imprenditoria e per i miei progetti, per questo non mi sento di lavorare ma anzi, mi stresso quando non posso portar avanti i miei progetti, perchè mi sento come un ragazzino che non può giocare alla Play al suo gioco preferito.

         

        La lezione di vita più importante che hai imparato lungo il tuo cammino?

        Non rimandare.

        Non rimandare la vita, non pensare che tutto sia disponibile per sempre, soprattutto le persone.

        Mi ringrazio di aver compreso questa cosa abbastanza in tempo, mi ha dato la possibilità di salutare per l'ultima volta qualcuno.

        Avrei sicuramente avuto più tempo, ma in certe cose non potevamo far di più, l'importante è che abbiamo fatto quello che potevamo invece di dar priorità ad altro che poi non è veramente importante.

        Fanculo il lavoro, le priorità che vi da la societa ed il farvi sentire inadeguati se scegliete di non mettere da parte la carriera per certe scelte.

        Quando avete voglia di abbracciare una persona, fatelo.

        Prendere aerei ed andate a trovare chi merita il vostro tempo, perchè domani potete anche tornare in ufficio e recuperare, ma certe cose non possono essere recuperate.

         

         

          Puoi condividere con noi i prossimi progetti che hai in cantiere? Qual è il tuo prossimo obiettivo e come ti stai preparando per raggiungerlo?

          Tutto quello che è in cantiere e che accadrà sarà esattamente qui.

          Sono sempre il Boss di questa roba, quindi la mia passione è messa in questo progetto.

          Posso "spoilerare" che arriveranno cose molto fighe come una maglia da 15 mila euro, con card completamente in oro 18k ed incisa a mano da un orafo... arriveranno delle opere d'arte in ceramica e sarà online la piattaforma di certificazione brevettata by Not For All srl.

           

            Puoi parlare di qualsiasi attività filantropica o di beneficenza che ti appassiona e in cui sei coinvolto?

            Dicono che la beneficenza si deve fare in silenzio... Ma io sono contro questa affermazione per 2 chiare ragioni:

            1. Farla pubblicamente può ispirare gli altri, può far sentire inadeguati chi non la fa e comunque porta supporto al beneficiario.

            2. Spesso scatena una gara a chi ce l'ha più grande (e dona di più), che per quanto possa essere una spocchiata, porta tantissimo a chi ha bisogno... quindi bene così.

            Ad oggi posso dire che aiuto come posso nel quotidiano, non è difficile vedermi aiutare persone in difficoltà in giro, sono attento molto a ciò che mi succede intorno ed aiuto come posso.

            Dono regolarmente ad Unicef e spero di poter fare di più in futuro... diciamo che faccio quel che posso.

             

            Se potessi tornare indietro nel tempo, cosa faresti diversamente?

            Niente, qualsiasi cosa diversa nel mio passato porterebbe a non essere come sono oggi, non riesco ad immaginare di cambiare qualcosa perchè saprei di non esser poi così oggi.

             

            Come vorresti essere ricordato?

            Con la verità. Con tutto quello che ho fatto, nel bene e nel male, ma che sia semplicemente la verità.

             

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             Non ascoltate le persone, fate cose eccezionali, mandate a fanculo e prendetevi tutto.

            C'è bisogno di testardi nel mondo.

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